Entro 150 giorni dalla conversione in legge del decreto, le Regioni dovranno indire concorsi straordinari per assegnare le nuove sedi
Tra le categorie professionali su cui si è concentrata l’attenzione del Governo nel recente Decreto sulle Liberalizzazioni ci sono i farmacisti. Il documento – ora al vaglio del Senato - abbassa a 3.000 il bacino minimo di popolazione previsto per aprire una farmacia. Entro 150 giorni dalla conversione in legge del decreto, le Regioni dovranno obbligatoriamente bandire concorsi straordinari per farmacisti (non titolari e titolari di farmacie rurali sussidiate) per assegnare licenze nelle zone che avranno precedentemente individuato. Turni e orari degli esercizi saranno liberi; inoltre con decreto del Ministero della Salute verranno fissati i livelli di fatturato oltre i quali le farmacie dovranno impiegare uno o più dipendenti. Il mancato rispetto di questa disposizione comporterà il decadimento della convenzione con il servizio pubblico. Nei luoghi di grande frequentazione (aeroporti internazionali, stazioni ferroviarie e marittime, centri commerciali di almeno 10mila mq, aree di servizio autostradali) le regioni possono istituire nuove farmacie in ragione del maggiore fabbisogno. Infine ci sono novità anche per gli eredi di farmacisti che intendono subentrare nella titolarità: per loro solo 6 mesi di tempo, invece dei 2 anni attuali.



